Presentato in chiusura del Festival di Cannes del 1964, è lo straordinario e feroce ritratto di una Roma secentesca, libertina e papalina, adultera e bigotta. È la storia dell’abitudine perversa di rendere “musici” cioè castrati i figli del popolo meno abbienti, per trasformare la loro voce e permettere di sopravvivere in una società chiusa e ingiusta. Ed è soprattutto la storia del giovane Meo, che per non soffocare la propria, giusta, voglia di vivere (e anche per fuggire una condanna a morte), si finge, appunto, musico.
Presenta Ivelise Perniola
20.30
Ingresso libero riservato ai soci.
Info e prenotazioni: info@teatrolesedie.it – 3201949821