Questa è la storia di Rigoletto, no, non il personaggio dell’opera di Verdi!
Il nostro Rigoletto è il figlio di un mezzadro romagnolo, ignorante come una capra, ma amante dell’opera.
E i campi, ma soprattutto le lepri di Romagna negli anni ’40, in piena era fascista, avevano imparato a conoscere bene quel mezzadro e i suoi gorgheggi e di conseguenza anche suo figlio Rigoletto, che accompagnava il suo babbo a zappare la terra.
Ma a Rigoletto quella fatica lì non gli piaceva mica e tantomeno quei canti a squarciagola del babbo.
A Rigoletto quella terra stava proprio stretta, come anche l’ignoranza di quei poveri cristi cui la vita aveva insegnato solo a spezzarsi la schiena con la vanga su quei campi riarsi per il sole o allagati dalle alluvioni.
Ma stava stretta quella terra a Rigoletto soprattutto per un segreto.
Ed è allora che comincia il viaggio del nostro Eroe.
Non incontrerà ne Circe, né Polifemo, ma sicuramente scoprirà se stesso ed il significato della parola Dignità.
Camillo Grassi
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