Contessina Altieri, la magia di un sorriso

A cura di Fefe Leo

Monica Altieri, in arte Contessina Altieri, è una ballerina professionista, danzatrice aerea, acrobata e performer di burlesque. E' stata per molti anni assistente del mago Silvan e da poco è uscito in libreria un suo libro in cui racconta le sue esperienze. Abbiamo voluta intervistarla per meglio capire la natura della sua arte.

Come ha avuto inizio la tua passione per la danza?
Fin da piccola ho avuto un’affascinazione particolare nel vedere i ballerini danzare. Il guardarli mi dava una gioia profonda, era per me un balsamo per l’anima oserei dire. Così cercavo di imitarli e questo mi faceva stare bene, era una forma di comunicazione per me semplice, riuscivo a esprimere pienamente me stessa e questo mi rendeva felice anche se non vi era nessuno a guardarmi.

Quel è il tuo ricordo d'infanzia a cui sei particolarmente legata?
Ricordo cha da piccola mettevo in fila tutti i miei pupazzetti e mi esibivo per loro, creavo così un mio pubblico. E mentre loro mi guardavano io mi libravo in aria svolazzante ed ero felice. Ricordo che iniziai anche a utilizzare un hula hop con cui facevo delle coreografie riuscendo anche ad andare a tempo. E’ stato il mio primissimo approccio col cerchio…   

Hai frequentato qualche scuola?
Ho frequentato l’ISEF, ho scelto di fare un lavoro che coinvolgesse il corpo perché mi sentivo portata e capace. Purtroppo per pochi esami non ho concluso il percorso dato che ho iniziato la mia carriera artistica con Silvan. E questo mi ha impegnato moltissimo non lasciandomi molto spazio per lo studio anche se ho conseguito, nel mentre, vari diplomi. Sono insegnante di danza aerea, istruttrice di stepper, aerobica, pesistica. Ho frequentato con grande gioia lo IALS dove ho incontrato tantissimi maestri tra cui Flavio Bennati, maestro di danza classica, e Marco Ierva, maestro di danza moderna e jazz, che purtroppo ci ha lasciati. Devo dire che mi ha dato molto, era una persona molto profonda e dotato di una energia incredibile. Ricordo le sue lezioni meravigliose di danza in cui ci insegnava anche a comunicare amore. Era un periodo in cui si era più autentici, sanguigni, a differenza di ora che con tutte le moderne tecnologie qualcosa è andato perduto.
 
Qual è l'aspetto più importante per te come artista? E cosa vuoi comunicare con le tue esibizioni?
Ritengo che un artista deve saper donare. Personalmente nelle mie esibizioni, anche se in pochi minuti, cerco di comunicare tutta la mia passione, tutto il mio amore. Vorrei che il pubblico, anche se per un istante, sentisse questo amore e si allontanasse dai propri problemi. Credo che questo sia ciò che deve fare un artista al di là del proprio talento. Personalmente mi ritengo di un buon livello intermedio e “arrivata mai” dato che nella danza devo studiare ancora tantissime figure. Al burlesque mi sono approcciata da poco anche se vedo che il pubblico apprezza molto il mio numero di burlesque capovolto. Ci sono ancora movenze ed espressioni facciali che desidero imparare. Ciò nonostante mi auguro che tutta la mia passione, tutto il mio amore, tutta la mia energia, tutta la gioia che porto nel cuore possa giungere a chi mi guarda donando loro un momento di serenità.

Com’è il mondo dello spettacolo?
Ci tengo a precisare come il mondo dello spettacolo, e quindi del burlesque, è un ambiente dove vi è molto rispetto ed è estremamente professionale. Contrariamente a quanto si possa pensare, ho ricevuto molestie più nel quotidiano che nello svolgere il mio lavoro nei locali notturni dove nessuno mai ha osato importunarmi.

Cosa è per te la magia?
Per me la magia, come dicevo pocanzi, è il sapere comunicare e donare quel che abbiamo nel cuore, una trasmissione di luce da un individuo a un altro. Il mio primo approccio con la magia l’ho avuto tantissimi anni fa. Ero appena maggiorenne e grazie al mago Silvan ho iniziato questa esperienza straordinaria. Silvan è uomo straordinario, pieno di talento, un artista fenomenale, un genio, un vero maestro di vita. Mi ha insegnato molto, per esempio come risolvere i problemi in poco tempo, e il saper donare. Questa è una cosa che devo a lui, anche se vi era già nella mia indole. E ancora come organizzare il lavoro dietro le quinte, come allontanare la paura, come avere maggiore consapevolezza, come far fronte agli imprevisti. Mi ha trasmesso la passione e la responsabilità, intesa quest’ultima come la capacità di portare sempre il meglio in scena.

Cosa ha rappresentato per te essere l’assistente di Silvan per 12 anni?
Sicuramente è stato un grande onore. Ho avuto modo di lavorare con un artista di livello mondiale, per ben due volte è stato premiato come miglior mago al mondo. Fare l’assistente in scena è di una importanza fondamentale quasi al pari dello stesso mago. Ero molto in sintonia con lui e facevo nove grandi numeri in scena. Avevamo uno scambio totale, quasi come due amanti, ci muovevamo all’unisono. Per la riuscita delle illusioni bisognava muoversi con un ben preciso ritmo. Era quasi come fare l’amore, era necessario conoscersi, muoversi insieme, capirsi, amarsi. Poi ogni cosa veniva da sé, e ogni gioco era una poesia, un dono, una sfida.

So che hai di recente pubblicato un libro, dammi qualche anticipazione…
Sì, un libro dal titolo “Quel che sento è magia”. In questo libro parlo di cosa significhi il donare, cosa significhi aver lavorato con questi grandi maestri di vita. Parlo di cosa si vive dietro le quinte, delle emozioni che si provano e che si trasmettono nel portare in scena un numero, sia come solista che con i grandi maestri. Affronto il tema dell’uso eccessivo della tecnologia nella comunicazione che diviene sempre più virtuale, allontanandoci. E’ un argomento che avevo affrontato già dieci anni fa, pongo l’attenzione come questo modo di comunicare ci divida anziché unirci e ci espone a un maggior controllo. Noto come alcuni comportamenti indotti dalla società ci spingano verso una maggiore solitudine. Credo che l’amore, l’arte, la comunicazione possano essere dei modi per salvarci da questa solitudine. Dovremmo imparare dai bambini, la loro naturalezza nel comunicare, la loro capacità di utilizzare i colori per arricchire le giornate. Dovremmo capire come restare puri, come loro, per avvicinarci a Dio, per non farci trascinare nella massa, o dalla tecnologia che ci divide proiettandoci nel virtuale.

Dove è possibile acquistarlo?
E’ possibile trovarlo in tutte le librerie o su Amazon.

Com’è la Contessina Altieri nella vita privata?
E’ una bambina saggia. Amo definirmi così! Voglio solo evolvere in meglio, una frase mi fa capire l’universo e una risata mi avvicina a Dio. Spero di non cambiare da questo mio essere, anche nelle vite future, e di poter sempre evolvere.

Parlaci dell'amore cosa: rappresenta nella tua vita?
Credo che rappresenti la missione più importante dell’essere umano. Nasciamo con questo compito di avvicinarci a questa meravigliosa vibrazione che si chiama amore. Dovremmo saperla comunicare tutti i giorni, con una risata, una carezza. Qualunque cosa deve portare all’amore, è salvifico, è importante. L’amore si riconosce, ed è semplicissimo, al pari di uno starnuto è naturale. E’ abbracciare una persona e sentirsi al centro dell’universo, è stringergli la mano e sentirsi sommamente felici. In fondo è la cosa più semplice del mondo. Lo metterei subito dopo la salute.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Crescere dal punto di vista tecnico e poter offrire al mio pubblico uno spettacolo sempre più bello. Migliorare sempre, e scrivere il mio secondo libro. Ho già scritto circa una ventina di pagine in cui parlo della paura, di come ci blocchi e come liberarsi di questa brutta vibrazione, parto dalle mie esperienze personali. Voglio raccontare della mia esperienza al Piper, di quanto mi abbia aiutato a crescere. Se trovo il coraggio vorrei parlare del mio lavoro ordinario, quello che svolgo ogni giorno in  una grande società, e di come abbia affrontato e risolto le paure del quotidiano.  

Dove possono venire a vederti a Roma i tuoi fan?
Al meraviglioso Flapper Cabaret, un locale delizioso a San Giovanni, dove la proprietaria è una “pazza” che amo. Anche lei è una bambina saggia come me, si chiama Marilyn. Vi è un ambiente molto carino, siamo tutti amici e disponibili gli uni con gli altri. E’ un posto senza malizia, né cattiveria, ci si aiuta tra di noi artisti. A differenza di altri posti, dove volevano che fossi più provocante nei miei numeri, riesco a esprimermi liberamente senza snaturare l’essenza di me stessa. Vi è un pubblico di nicchia sempre pronto a ricevere le nostre bombe d’amore, perché queste sono i nostri numeri. E’ un posto che porta fortuna e invito tutti a venirmi a vedere al Flapper Cabaret.

 

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Data

Dal 30/01/2023 al 30/01/2023

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