QUANDO VERRÀ LA FIN DI VITA (e questa storia è già finita?) Teatro di Documenti

A cura di Redazione

Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?) è un testo dell’autrice e regista Stefania Porrino pensato per l’affiatata Compagnia del Mutamento.
La storia si muove su due piani paralleli: uno più realistico, con atmosfere noir e atmosfere del giallo, l’altro più filosofico e metateatrale.

Da una parte c’è la storia di Virgilio e Beatrice, due maturi coniugi senza figli, che cercano di esorcizzare la paura della vecchiaia e della morte pianificando nel miglior modo possibile, grazie a un’eredità ricevuta da un cugino di lui, l’ultima fase della loro vita. 
Dall’altra si muovono Vir e Bea, i veri autori della storia di Virgilio e Beatrice: la loro stessa coscienza immateriale che agisce fuori dal tempo. Un “teatro nel teatro”, un “giallo nel giallo”. 
Accanto a Virgilio e Beatrice si muove Pia, ambigua figura dal passato complesso e dai repressi desideri di revanches esistenziali, la cui presenza sembra essere tutt’uno con la casa ereditata. Pia sarà elemento essenziale allo sviluppo del “giallo”, fino al suo paradossale epilogo.
La vicenda si snoda a partire dal testamento del cugino di Virgilio che lascia in eredità a lui e Beatrice un casale nella campagna toscana, ma sarà il rapporto che lega i protagonisti della storia con i loro “doppi” astratti, il vero nodo drammaturgico della storia. 
Ho scritto questo testo con l’intento di lanciare al pubblico alcuni quesiti su cui interrogarsi: che legame c’è tra le due coppie di personaggi? Tra Virgilio e Vir o tra Beatrice e Bea chi è il vero protagonista della sua storia? E in generale: ciascuno di noi è davvero padrone della sua vita? E può esistere un’altra modalità di vita, oltre quella che conosciamo? 
L’autrice e regista Stefania Porrino
Il suggestivo spazio del Teatro di Documenti è il luogo perfetto per questo affascinante testo per la sua unica conformazione che permetterà di suggerire la presenza di una casa a due piani in cui da quello sottostante emergeranno gli elementi più inquietanti della vicenda.

Dicono di noi:
‘Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?)’ attraversa più linguaggi: dal realistico al filosofico, dal metateatrale al noir, affrontando un tema estremamente intimo, complesso e profondo, quello della terza età, in un modo e un’atmosfera tutt’altro che pesanti e impegnativi. Dunque, c’è spazio anche per qualche sorriso e per qualche lacrima. Una penna che ama scrivere quella di Stefania Porrino, la quale la sa usare con grande maestria e ci dona un’opera a cui si assiste con grande piacere.
Brainstorming Culturale, magazine di arte e cultura, Luisella Polidori, 17 marzo 2025
[…] C’è ancora speranza che testi validi, che fanno riflettere, possano non soltanto interessare il pubblico ma soprattutto produrre quel sano passa parola che riporta la fila di spettatori al botteghino. […]  Stefania Porrino affronta un argomento molto profondo come la possibilità data ad ognuno di noi di ritornare, dopo la morte, ad unirci in un’entità universale in attesa di riprendere ancora abiti  umani in una continua rinascita. I greci la chiamavano metempsicosi, per noi reincarnazione. […]  Gli attori hanno confermato con la loro interpretazione la polivalenza del testo, oscillando tra realismo e surrealismo. Evelina Nazzari ha vestito i panni dell’Autrice confrontandosi efficacemente con l’Autore Rosario Tronnolone, entrambi non enfatici ma riferendo le battute in tono non retorico, naturale pur rappresentando, con i loro personaggi, proprio il soprannaturale. In quanto ai “vivi” Beatrice e Virgilio, interpretati da Nunzia Greco e Giulio Farnese, la loro recitazione ha suscitato nel pubblico una gamma di emozioni, dalla compassione all’ilarità, poiché sono riusciti a cambiare registro in dialoghi ora descrittivi di situazioni ora introspettivi e poetici. Pia è stata interpretata con efficacia da Carla K.Carretti, fino alla scena conclusiva in cui sciogliersi i capelli lasciando la pettinatura raccolta dell’apertura, palesa perfettamente la sua vera natura di amante e assassina. […]
Portale letterario, Neria De Giovanni, 28 marzo 2025
[…] La scenografia, essenziale ed evocativa, è composta da scatole che custodiscono ricordi sepolti, verità mai sospettate e frammenti di un passato che si riflette in un futuro incerto. Libri accatastati rievocano memorie e prefigurano sviluppi inattesi. I quadri della pittrice Màlgari Onnis, uniti alle musiche di Johann Sebastian Bach e Giuseppe Verdi, rielaborate da Tancredi Rossi Porrino, creano un’atmosfera in bilico tra il reale e l’irreale. Il sapiente uso delle luci guida lo spettatore nella distinzione tra i due piani narrativi: una predominanza di toni freddi, con sfumature di blu, avvolge Bea e Vir, collocandoli in una dimensione astratta e fuori dal tempo. Al contrario, i colori caldi dello spettro del rosso avvolgono Virgilio e Beatrice, ancorandoli saldamente alla dimensione terrena e al presente tangibile. […]
Quarta Parete, Grazia Menna, 13 marzo 2025
La Compagnia del Mutamento
Nata nel 2017 la Compagnia del Mutamento va in scena con lo spettacolo Comunismo, addio? per due stagioni consecutive al Teatro di Documenti dove, affascinata dal suggestivo e insolito spazio teatrale creato da Luciano Damiani, decide di continuare a lavorare anche negli anni seguenti. Nella stagione 2019/20 infatti produce un nuovo spettacolo, intitolato Il Mutamento – in viaggio da Atlantide all’Universo, scritto appositamente per gli attori della Compagnia. Le ultime battute dello spettacolo  sembravano presagire – considerate con il senno di poi - quel doloroso “mutamento” causato dalla pandemia che a pochi giorni dalla fine dello spettacolo portò, tra le tante chiusure, anche quella dei teatri. Dopo la forzata interruzione durata più di un anno, la Compagnia torna al Teatro di Documenti nel 2022 con una mise en espace di un altro testo di Stefania Porrino: Il Rondò del Caffè Ristoro e nel 2023 ripropone Il Mutamento – in viaggio da Atlantide all’Universo. 

Domenica 15 marzo alle ore 16.30, prima della replica pomeridiana, si terrà un imperdibile incontro tra l’autrice e regista Stefania Porrino e la scrittrice Dacia Maraini dal titolo 
“La vecchiaia non è una malattia”. 
Un dialogo tra due donne, un’occasione per parlare con leggerezza di vecchiaia e  anzianità. Introduce Elisa Fantinel. Ingresso Libero. 
Porrino e Maraini hanno da poco partecipato assieme ad altre prestigiose scrittrici alla realizzazione del volume “Amiche. Undici storie di legami e sorellanza” edito da Il Mulino e uscito ad ottobre 2025. 

Venerdì 13, mercoledì 18, giovedì 19 e venerdì 20 marzo ore 20:45
Sabato 14, domenica 15, sabato 21 e domenica 22 marzo ore 17,45
TEATRO DI DOCUMENTI
Via Nicola Zabaglia, 42 – Roma (Testaccio)

BIGLIETTI: 
mercoledì, giovedì e venerdì: intero € 15, ridotto € 9, tessera € 3
sabato e domenica: intero € 18, ridotto € 12, tessera € 3
TEATRO DI DOCUMENTI
via Nicola Zabaglia, 42 – 00153 Roma www.teatrodidocumenti.it - teatrodidocumenti@libero.it

INFO E PRENOTAZIONI  tel. 06.45548578 – 328.8475891

Ufficio Stampa Compagnia Elisa Fantinel – ufficiostampafantinel@gmail.com – 3358160566 
Ufficio Stampa Teatro Miriam Bocchino - laltroveufficiostampa@gmail.com – 3925003136 

 

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